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02-05-2011

Dal paese del Sol Levante al cuore del Piemonte

Intervista a Yumiko Saimura

La trentatreenne Yumiko è stata insignita del titolo di campionessa italiana di cioccolateria e sarà in gara a Parigi, in ottobre, a rappresentare l’Italia. Originaria di Kobe, in Giappone, è da oltre dieci anni nel nostro Paese, dove ha acquisito la cittadinanza e coltiva la passione per la pasticceria e la lavorazione del cioccolato. Opera a Casale Monferrato accanto ad Angelina Cerullo, con cui è titolare de La Piccola Pasticceria. L’abbiamo incontrata dopo la vittoria a Rimini, per farci raccontare la sua esperienza.

Yumiko con Slitti e Nobile

Come hai intrapreso la carriera dolciaria?
Ho iniziato a Kobe, dove lavoravo in un ristorante italiano: lì facevo di tutto. Volevo però approfondire le mie conoscenze e così sono venuta in Italia.

E dove sei approdata?
Sul lago Maggiore a Fondotoce, Verbania, e ho iniziato presso il ristorante Piccolo Lago. Lì ho conosciuto Angelina, che lavorava nel reparto pasticceria, e ho deciso di specializzarmi nel prodotto dolciario italiano. Poi mi sono spostata per una stagione ad Intra, presso la Casa del Dolce, e ho appreso la lavorazione dei biscotti. Mi è piaciuto molto.

E quando avete pensato di aprire la Piccola Pasticceria?
Un paio di anni fa, durante una pausa invernale, abbiamo deciso di aprire una pasticceria nostra. Abbiamo scelto Casale Monferrato, per essere proprio nel “cuore” del Piemonte. Una volta trovati i locali e... il tempo di mettere su il laboratorio, nel giro di circa un mese abbiamo aperto!

Come sono stati gli inizi?
Abbiamo avuto qualche difficoltà, c’è voluto qualche mese per organizzarci bene, e all’inizio venivano da noi solo le persone del quartiere. Poi però la clientela si è via via allargata a tutti i casalesi, anche a gente proveniente da comuni limitrofi, e l’attività ha iniziato a funzionare bene.

Com’è il vostro negozio?
Il punto vendita è piccolo, solo circa 5 m2, ma abbiamo un laboratorio grande, sui 120 m2, e ci occupiamo di tutto noi due, anche della vendita. È un vantaggio avere il contatto diretto con i clienti: c’è dialogo e riusciamo a capire subito le loro richieste.

Che assortimento offrite?
Pasticceria internazionale “rivisitata”: la gente del posto la chiama “pasticceria strana”, ma l’apprezza. Ormai il bigné classico non lo vogliono più!

E per quanto riguarda il cioccolato?
Lo proponiamo soprattutto da settembre ad aprile, ma abbiamo anche molte richieste estive. E non solo di dolci, ma anche di soggettistica, non più soltanto nei periodi festivi: per esempio, ci sono clienti che ci chiedono torte decorate con pièce artistiche di cioccolato in miniatura. La nostra offerta comprende anche lievitati e biscotteria.

Quando hai deciso di partecipare?
Nel ristorante dove lavoravo, avevo visto proprio su “Pasticceria Internazionale” delle foto della scorsa edizione, che mi avevano molto colpito. In laboratorio avevo abbastanza spazio e così ho deciso di provare. Lo scorso giugno ho iniziato a documentarmi sul tema e da settembre ho dato il via alle prove pratiche. In ottobre ho partecipato alla preselezione a Milano e l’ ho vinta.

Come è stato il periodo di preparazione?
Molto duro, perché c’è stato di mezzo il Natale e avevamo parecchio lavoro. Ero un po’ preoccupata per la pièce artistica e ho fatto diverse prove con i dolci, che ho proposto ai clienti in negozio: in base al loro apprezzamento ho deciso come costruire la torta e le mono, che adesso metteremo in produzione.

Come sono state le giornate di concorso?
Sono stati giorni duri, “ansiogeni”: tutti i concorrenti erano ben preparati e quindi non c’era la certezza di vincere. Concluse le prove ero soddisfatta di quanto fatto, ma fino alla fine ho avuto dei dubbi.

E ora che hai vinto, sei contenta di andare a Parigi?
Sì, sarà un’occasione per migliorare ancora.

E quando inizierai a prepararti?
Da adesso!


C.Q.
tratto da “Pasticceria Internazionale” 

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